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L'Area Archeologica di San Lorenzo
Tra gli insediamenti di età romana del territorio di Pegognaga si distingue, per la sua notevole estensione, l'area archeologica di San Lorenzo, ubicata intorno alla pieve romanica che ha dato il nome alla località. Gli studi recentemente condotti sui materiali recuperati hanno accertato che il sito svolgeva funzioni non solo residenziali, ma anche commerciali e produttive. Sorto sulle adiacenze del corso del Po attivo in età romana, l'area di San Lorenzo si identifica probabilmente con un luogo di sosta della navigazione fluviale padana, una sorta di piccolo emporio a metà strada tra il porto di Ostiglia e quello di Brescello. Non è poi da escludere che il luogo costituisse anche il punto di passaggio sul Po da parte della strada tra Modena e Mantova. L'aggregarsi spontaneo della popolazione in questa località aveva forse portato allo sviluppo di un modesto vicus rurale, che traeva dal fiume un vivo impulso. La grande quantità di anfore rinvenuta a San Lorenzo testimonia le attività economiche gravitanti attorno allo scalo portuale sul Po. Sono documentate anche attività relative alla lavorazione del vetro. Da segnalare inoltre la presenza di un anonimo veterano in congedo (intorno al 130 d.C.), forse qui attratto dalle condizioni economiche della zona. L'area ha pure restituito la testimonianza di un culto legato al Po, oltre che alcune stele funerarie pertinenti ad un vicino sepolcreto. Dopo le prime scoperte avvenute nell'800, le ricerche a San Lorenzo hanno ricevuto un nuovo impulso a partire dagli anni 1970-80 prima ad opera del gruppo archeologico locale, che ha provveduto a raccogliere i materiali affiorati con i lavori agricoli, poi dal 1993, con tre successivi interventi di scavo diretti dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia e finanziati dall'Amministrazione Comunale di Pegognaga. Questi sondaggi hanno portato alla scoperta dei resti di fondazioni di un edificio romano, sconvolti da successivi rimaneggiamenti nell'area, specie in età medioevale.
(Testo di Alfredo Calendi e Mauro Calzolari in collaborazione con il Gruppo Archeologico di Pegognaga) |