Come calcolare - Comune di Pegognaga (MN)

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COME CALCOLARE

L’IMU è calcolato sulla base delle aliquote in vigore nell'anno di imposta.

 

Calcolo della base imponibile

Per calcolare l'IMU dovuta è necessario conoscere la base imponibile IMU (valore).
Occorre partire dalla rendita catastale dell'immobile che deve essere rivalutata del 5% e successivamente moltiplicata per il moltiplicatore.
Ottenuta la base imponibile IMU, la stessa va moltiplicata per l'aliquota specifica.

 

Come  ottenere la base imponibile

Tipo immobile

Categoria catastale

Base imponibile IMU

Fabbricati iscritti in catasto

A1, A8, A9 e relative pertinenze

= rendita catastale x 1,05 x 160

C1 (negozi)

= rendita catastale x 1,05 x 55

A10 (uffici)

= rendita catastale x 1,05 x 80

D escluso D/5

= rendita catastale x 1,05 x 65

D5

= rendita catastale x 1,05 x 80

B, C3, C4, C5

= rendita catastale x 1,05 x 140

Aree fabbricabili

il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione.

Immobili di categoria D non iscritti in catasto posseduti da imprese

il valore è determinato in base alle scritture contabili applicando per ciascun anno di formazione coefficienti approvati con decreto del Ministro delle Finanze.

Terreni agricoli

Reddito dominicale x 1,25 x 135

 

RIDUZIONE BASE IMPONIBILE

 

  • IMMOBILI INAGIBILI O INABITABILI

 

Per gli immobili inagibili o inabitabili non a seguito del sisma oppure per ordinanze causa sisma a partire dal 1/01/2017, la base imponibile (valore dell’immobile) è ridotta del 50%.

 

Il Contribuente deve richiedere a proprie spese la perizia all’Ufficio Tecnico Comunale oppure può presentare dichiarazione sostitutiva di notorietà, che l’Ente dovrà successivamente verificare.

 

L’esenzione dall’imposta prevista dall’art. 8 comma 3 del D.L. 6/06/2012 n°74, convertito con modificazioni nella L.212/2012, per i fabbricati, ubicati nelle zone colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, purché distrutti o oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, comunque adottate entro il 30 novembre 2012, in quanto inagibili totalmente o parzialmente, si applica fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati stessi e comunque non oltre il 31 dicembre 2016. Proroga prevista dall’art.13 comma 4 del D.L. 19/06/2015 n.78, convertito nella L. 125/2015.

 

  • COMODATO D’USO GRATUITO


La Legge di stabilità 2016 L. 208/2015, ha introdotto un ulteriore caso di riduzione della base imponibile dell’IMU (art. 13 comma 3 lett. 0a) del D.L. 201/2011 convertito nella L. 214/2011), relativamente alle abitazioni concesse in uso gratuito a parenti.


L’agevolazione è valida sia ai fini IMU che TASI e prevede la riduzione del 50% della base imponibile per le unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo (comodante) ai parenti in linea retta entro il primo grado, vale a dire genitori e figli (comodatari), che le utilizzano come abitazione principale.


Per poter beneficiare di tale agevolazione devono essere rispettate tutte le seguenti condizioni:

  • L’abitazione concessa non deve essere classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • Il contratto di comodato deve essere registrato;
  • Il comodante deve possedere un solo immobile in Italia;
  • Il comodante deve avere la residenza e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
  • Il comodante deve presentare la dichiarazione IMU/TASI, attestando il rispetto delle condizioni richieste, pena la non applicabilità della riduzione.

     

    (La dichiarazione dovrà essere presentata l’anno successivo rispetto all’anno di imposta in cui si è  verificata l’agevolazione/variazione).
    Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, purché non sia classificato nelle categorie A/1, A/8 e A/9.


    Il MEF ha specificato che per “un solo immobile” in Italia si intende immobile ad uso abitativo; pertanto il possesso di un altro immobile che non sia destinato ad uso abitativo non impedisce il riconoscimento dell’agevolazione. Quindi anche le pertinenze non possono considerarsi immobili ad uso abitativo.


    REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI COMODATO

    Comodato
    Ai sensi dell’art.1803 del Codice Civile il comodato è “il contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.”
    Il comodato può essere redatto in forma scritta o verbale.


    Contratto in forma scritta
    Il contratto redatto in forma scritta  è soggetto, oltre l’imposta di bollo, all’imposta di registro pari a e 200,00. La registrazione deve essere effettuata entro 20 giorni dalla data dell’atto, a norma dell’art.13 del DPR 131/1986.


    Contratto in forma verbale
    Il contratto verbale di comodato non è soggetto all’obbligo di registrazione, tranne nell’ipotesi di enunciazione in altri atti. Essendo prevista la registrazione per legge, anche per tale tipologia di contratto dovrà essere prevista la registrazione.
    Per la registrazione del contratto verbale dovrà essere presentato il modello 69 in duplice copia, nel quale dovrà essere indicata come tipologia di atto “contratto verbale di comodato”. L’agevolazione avrà decorrenza dalla data di conclusione del contratto e non dalla registrazione. (Mef nota n.8876 del 8/04/2016 – Ris. n.1/DF del 17/02/2016).

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